Venerdì 11 Maggio - ore 16

AULA EX GEA

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Chi governa il Web? Quali sono le forze politiche in gioco nel controllo del più grande mezzo di informazione attuale? E come possono i movimenti di oggi utilizzare al meglio le potenzialità della tecnologia non solo per difendere i diritti digitali ma anche come strumento nelle lotte reali e quotidiane?

A queste e ad altre domande proveremo a dare una risposta Venerdì 11 Maggio, alla seconda Cyber Rights Day, con Arturo Di Corinto ed altri internauti provenienti da esperienze di mediattivismo, tra cui il collettivo Autistici/Inventati!

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Partiamo dai fatti recenti.
Il provvedimento improvviso che ha portato alla chiusura/sospensione di Megaupload e le imminenti proposte di legge americane del SOPA e PIPA hanno riport ato l' attenzione pubblica su tematiche spesso trascurate quali copyright, pirateria e diritti digitali.
La maggior parte dei siti di informazione hanno quindi espresso la loro contrarietà a provvedimenti troppo coercitivi, chiedendo dei sistemi meno invasivi per proteggere e tutelare il diritto d' autore.
Quello che però si stenta a proporre, tesi da lei riportata in vari scritti, è che l' idea stessa di proprietà intelettuale è un concetto obsoleto e vincolante la libera informazione, e che la cosiddetta pirateria informatica non è una minaccia per la produzione intellettuale ma anzi ne può essere promotrice.
Come commenta i recenti episodi alla luce di questo dibattito?
Dico che non va fatta confusione tra Megaupload, un servizio gestito da una societa' commerciale a scopo di lucro, con la condivisione libera e gratuita che avviene sulle reti ed2k e torrent. Fatte queste doverose differenze, l'operazione poliziesca ai danni di Megaupload mi sembra condotta con piu' severita', determinazione e coordinamento internazionale delle retate effettuate contro le organizzazioni che si dedicano al narcotraffico, e mi chiedo: le motivazioni che si nascondono dietro questo pugno di ferro riguardano la tutela dei DIRITTI DEGLI AUTORI o invece la tutela dei PROFITTI DELLE AZIENDE che hanno acquistato dagli autori il diritto di sfruttamento delle loro opere?
Il punto e' che la condivisione di contenuti e' come un'Idra a sette teste, per ogni sito che tagli ne riaprono altri due. La soluzione non va cercata nella repressione poliziesca ma nella regolamentazione della condivisione di contenuti in rete. Alla luce dell'articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani, considero la condivisione GRATUITA di arte e conoscenza come un diritto umano universale e non come una azione criminale. Se diventasse un crimine condividere cultura, allora dovremmo fare retate anche nelle biblioteche pubbliche, come la biblioteca di Bologna che ha recentemente attivato un servizio di "file sharing" per contenuti in formato digitale, che comprende anche musica e filmati.

VENERDÌ 4 MAGGIO ORE 17:00 AULA F, POLO FIBONACCI


Negli ultimi anni molti si sono spesi in favore delle regolamentazioni in materia di copyright, senza prendere in considerazione i possibili effetti di norme sempre più stringenti alla libera espressione e al libero accesso ai saperi. In tempi recenti abbiamo assistito ad una vera e propria escalation in questo campo, concretizzatasi nelle recenti leggi sul web (SOPA, PIPA e ACTA) e in provvedimenti ecclatanti come la chiusura di Megaupload e library.nu.

Ma quanto il sistema attuale salvaguarda artisti e intellettuali? Quanto invece è la principale causa delle difficoltà che molte opere trovano alla loro libera espressione? Esistono e se sì, quali sono i mezzi per dare una risposta reale e concreta alle sempre più stringenti politiche in materia?

INTERVERRANNO:

Carlo Gubitosa

Angelo Rindone, produzioni dal basso

Maria Chiara Pievatolo, docente della facoltà di Scienze Politiche di Pisa

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